15 febbraio 2026

Webgrafia: Ian Klinke, 13/02/2026: I tedeschi leggono Carl Schmitt tra le rovine dell’atlantismo.

Carl Schmitt negli anni 30

L'articolo esce tradotto da Pedro Silva in portoghese brasiliano sul sito Jacobina con la data del 13 febbraio 2026. Il titolo portoghese brasiliano è: Os alemães estão lendo Carl Schmitt em meio às ruínas do atlantismo. L'autore Ian Klinke è professore associato di geografia umana presso l'Università di Oxford. È autore di "Life, Land, Colony: The Necropolitical Geography of Friedrich Ratzel" (University of Michigan Press, 2023).

- Morto nel 1985 a Plettenberg, dove eran nato nel 1888, e vissuto in isolamento, ostracizzato, messo ai margini della vita culturale tedesca dal 1945, dopo oltre un anno di prigionia, è interpretato da Ian Klinke in una chiave attualizzante, individuando i vari soggetti politici del presente che attingendo al pensiero di Carl Schmitt ne tentano un utilizzo politico contingente. Ed è una chiave di lettura indubbiamente interessante. L'autore dà per scontato che Carl Schmitt sia un pensatore nazista perfettamente assimilato. Almeno così ci pare di aver capito. Se Klinke legge queste righe, siamo ben lieti di dargli la parola.

14 febbraio 2026

Avvertenze

Riprendiamo ad occuparci di questo blog dopo anni di abbandono. Il tempo non è passato invano ed occorre un lavoro di aggiornamento, tenendo conto anche del rapidissimo sviluppo dell'editoria digitale. Conserviamo ciò che può essere conservato ed innoviamo ciò che deve essere rinnovato. Intanto alcune osservazione che erano già state date e poste in secondo colonna come testo:

• Carl Schmitt, in Saggi di diritto costituzionale, scrive: «Das Sachregister kann dazu beitragen, begrifflich-systematische Zusammenhänge zu vermitteln», ossia «L’indice analitico può contribuire a organizzare connessioni sistematiche-concettuali». Questa indicazione metodologica è da noi raccolta per sviluppare i vari apparati, che si affiancano ai nostri propri contributi originali, ad altri attinti dalla Bibliografia, e agli apporti di quanti desiderano collaborare.

– In questa fase, in cui il pensiero di Carl Schmitt ritorna di estrema attualità, le interpretazioni nelle quali ci imbattiamo sono le più disparate, e noi, per prudenza, non ci poniamo in contraddittorio con esse, ma ci riserviamo di verificarle con l’ausilio del nostro Indice analitico di tutta l'opera di Carl Schmitt, che riprendiamo dopo anni di pausa e che riserviamo al circuito chiuso. È un lavoro modesto, umile, senza gloria e riconoscimenti, ma ci consente di muoverci con sicurezza nel vasto mondo della Letteratura secondaria e delle interpretazioni.

– Abbiamo tradotto in italiano le opere principali di Carl Schmitt. di cui ci onoriamo di aver fatto conoscenza personale con lui e con tutta la sua scuola più diretta. Altre opere avremmo potuto tradurre, ma oggi in epoca di sempre più perfezionate traduzioni automatiche altro ci sembra il lavoro da poter e dover fare fare.

– Il mondo in cui viviamo ha grande bisogno di pensiero politico, ma di un pemnsiero politico che non resti nella testa di qualche pensatore isolato, bensì di un pensiero politico che sia condiviso da un intero popolo.

– Se a chi non sa nulla di Carl Schmitt dovessi darne una prima conoscenza e spiegazione incomincerei con la sua definizione di costituzione, che per Schmitt non è un semplice pezzo di carta, ma la decisione politica fondamentale che un popolo assume sulla forma e la specie della sua esistenza politica. Per essere compresa è necessario che un popolo innanzitutto ci sia, e che questo popolo sia indipendente e sovrano. Siamo sicuri che oggi un popolo... tedesco, italiano, francese... non importa quale, che un simile popolo esista? Di certo, chi oggi ci domina non ha interesse e non vuole che un popolo ci sia. Siamo stati ridotto ad una sommatoria di individui isolati, che nel modo di pensare che viene fuori dai files Epstein è autentica "spazzatura umana" di cui si può fare ogni uso, anche alimentare in un esercizio di cannibalismo rituale.

– Ritorniamo al Carl Schmitt dei nostri anni giovanili e maturi, dopo anni di pausa, che ci hanno portato lontani dal Testo, ma che ci hanno visti a più diretto contatto con il mondo reale degli uomini e della loro vita.