Uno degli scopi di questo blog è di promuovere un luogo di incontro virtuale fra quanti nel mondo si occupano scientificamente di Carl Schmitt. L’autore del blog ha una conoscenza (limitata) di italiano (lingua base), tedesco, inglese, francese, spagnolo. I testi qui riportati, per finalità didattiche, mai commerciali, indicando sempre la fonte, verranno immediatamente rimossi su richiesta degli aventi diritto.

12 maggio 2009

Letteratura italiana online su Carl Schmitt

Versione 1.0
Status: 12.5.09

Valgono per questa raccolta di pagine web italiane su Carl Schmitt le avvertenze già date per le altre sezioni. Si raccoglie ed ordina in una stessa pagina quanto si trova in rete, purché abbia un minimo di attinenza al tema Carl Schmitt. Si omettono mere citazioni di circostanza, senza nessun ancoraggio diretto al testo, come pure ci si astiene da interventi critici su ciò che qui si raccoglie. Per il Bibliografo è importante avere una panoramica della Wirkungsgeschichte del testo schmittiano, che sembra godere di una strana fortuna. Se per un verso le categorie schmittiane appaiono meglio rispondenti a dare una spiegazione non ideologica degli eventi tragici che si svolgono davanti ai nostri occhi, ultimo in ordine di tempo il massacro di Gaza seguito dalla disfatta politico-teologica del Vaticano, per un altro verso si accaniscono come non mai contro Carl Schmitt apologeti e propagandisti di regime. Ma non possiamo qui anticipare interventi critici che ci riserviamo di svolgere altrove. Si tratta qui soltanto di dare un’indicazione di massima sul carattere generale di ciò che si trova in rete: più interventi occasionali che non studi meditati. Noi però ci siamo qui proposti di fare la più ampia raccolta webgrafica possibile.

Sommario: 1. Laura Ferrante: «Jünger e Schmitt - Dialogo sulla modernità di Luigi Iannone». –

1. Laura Ferrante: «Jünger e Schmitt - Dialogo sulla modernità di Luigi Iannone». – Si tratta di una scheda bibliografica del libro di Luigi Iannone, Jünger e Schmitt. Dialogo sulla modernità. La modernità vista da due grandi pensatori tedeschi, uscito presso Armando Editore, Febbraio 2009, pagg. 142. La scheda di Laura Ferrante esce du l’Eco di Caserta.



CASERTA - Indagine su due tra i maggiori e più contestati pensatori del ’900. Ernst Jünger e Carl Schmitt, pur avendo fatto parte di quella grande corrente di pensiero anti-moderno che fu la Rivoluzione Conservatrice, hanno avuto come tratto comune l’aver anticipato le trasformazioni e le pulsioni del nuovo secolo. Questi due grandi pensatori tedeschi si sono lasciati alle spalle, almeno da un punto di vista dell’elaborazione teorica, l’esperienza traumatica dei conflitti mondiali e dei totalitarismi e, sin dal primo dopoguerra, sono andati oltre, intercettando le degenerazioni e le fughe in avanti della modernità.

Lo hanno fatto con stili diversi, pur percorrendo per larghi tratti sentieri paralleli. Un libro di Luigi Iannone, “Junger e Schmitt. Dialogo sulla modernita’’ (introduzione di Marcello Staglieno, Armando Editore), è un tentativo di riproporre in maniera non apologetica due tra i maggiori e più contestati pensatori del Novecento, e nello stesso tempo di vantare i loro meriti pionieristici: Schmitt è un pensatore che critica aspramente la modernità e lo fa sin dai suoi scritti giovanili; Jünger ha invece letto nella paura uno dei segnali di questo nostro tempo.

In queste pagine Iannone, studioso del pensiero conservatore e già autore di altri apprezzati contributi tra i quali ‘Giuseppe Prezzolini, intellettuale politicamente scorretto’ e ‘Storia, Europa e Modernità. Intervista ad Ernst Nolte’, fa notare come il senso di angoscia e l’accrescersi dell’ansia ma anche un sentimento di sradicamento, di cui ha parlato Simone Weil, tolgano all’uomo contemporaneo ogni certezza. I due giganti del pensiero hanno letto la modernità da postazioni diverse: Schmitt si è servito del linguaggio giuridico, Jünger utilizzando una nuova semantica. Entrambi consapevoli che ormai siamo costretti ad inseguire la Tecnica e che non la governiamo. L’uomo dunque che abdica di fronte al progresso. Questi due intellettuali sono riusciti a leggere in controluce le prospettive del mondo moderno, senza l’imposizione di un metodo rigoroso, almeno per quanto riguarda Junger, ma grazie a un ventaglio di variazioni ideologiche.

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